Il Trading su Fonti Rinnovabili: ottimizzazione delle rendite e opportunità per il futuro

Il Trading su Fonti Rinnovabili: ottimizzazione delle rendite e opportunità per il futuro

L’evoluzione del mercato elettrico italiano: breve ripasso

L’Energia elettrica (e non solo) che utilizziamo nella nostra quotidianità è oggetto di scambio frenetico ogni giorno, ad ogni ora, sui mercati elettrici internazionali. Molti paesi, tra cui l’Italia, hanno sviluppato una struttura di borsa del tutto simile a quella azionaria, nella cui piazza però sono definite transazioni in cui la materia prima è l’energia. I produttori vendono l’energia sul mercato da soli o attraverso degli intermediari accreditati, le utility acquistano l’energia cercando di spuntare il prezzo più conveniente, per poi rivenderla ad altri grossisti o ai consumatori finali, a seconda della struttura dell’utility stessa. In questo contesto, Terna ed il GME controllano che tutto avvenga in trasparenza e nel rispetto delle regole. Il vantaggio che ne deriva è per tutto il sistema e la filiera: la Rete Elettrica Nazionale ne risulta ottimizzata (in termini di flussi energetici), gli operatori garantiscono approvvigionamenti e scambi congruenti con le necessità del paese, il consumatore finale godrà del prezzo più conveniente per i propri bisogni.

Nel caso delle rinnovabili, la nascita è stata accompagnata dal tutoraggio del GSE che, attraverso la convezione RID, si è posto come “intermediario semplificato”. 

In Italia il Mercato Elettrico, controllato da Terna e dal GME, è attivo da pochi anni ma ha già raggiunto la maturità, passando per una rapida infanzia ed una tempestosa adolescenza. Nel caso delle rinnovabili, la nascita è stata accompagnata dal tutoraggio del GSE che, attraverso la convezione RID, si è posto come “intermediario semplificato” per tutti quei produttori che non intendevano vendere l’energia direttamente a mercato, affiancandosi ai primissimi traders allora presenti. Si è poi passati per una fase burrascosa, in cui le regole iniziali non erano del tutto sufficienti per immunizzare il mercato da operatori improvvisati che avrebbero, di li a poco, minato la fiducia che si stava costruendo. Fortunatamente la AEEGSI, in concerto con Terna, ha definito in modo più minuzioso i meccanismi di mercato, imponendo anche delle dolorose ma necessarie garanzie bancarie sul volume degli scambi: questo ha portato ad una epurazione che è risultata provvidenziale.

Si è poi passati per una fase burrascosa, in cui le regole iniziali non erano del tutto sufficienti per immunizzare il mercato da operatori improvvisati.

Oggi però vi è ancora forte una diffidenza ad abbandonare il  GSE: quanto è dovuto ai fatti specifici accaduti e quanto alla poca fiducia che gli Italiani ripongono nell’abbandonare la strada “sicura”? Probabilmente, come spesso accade, questo atteggiamento è frutto della combinazione di entrambi i fattori. Un imprenditore che abbia fatto in passato, all’epoca del boom delle rinnovabili in Italia, un proprio investimento per goderne i redditi in 20-25 anni, è oggi ancora frenato dall’abbandonare il RID GSE per passare ad un trader. Eppure avrebbe innegabili vantaggi: semplificazione dei servizi di fatturazione, chiarezza e puntualità nei pagamenti, convenienza economica. Perché ancora oggi permane questo blocco da parte del produttore?


I vantaggi di passare ad un Trader

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Passare ad un Trader avrebbe innegabili vantaggi: semplificazione dei servizi di fatturazione, chiarezza e puntualità nei pagamenti, convenienza economica.

Nel settore abbiamo sentito le motivazioni più disparate: dalla pigrizia nell’affrontare un cambio contrattuale, fino alla più fantasiosa “paura dei controlli del GSE se si abbandona il RID”. Di fronte a motivazioni puramente emozionali possono parlare solo i fatti: oggi la situazione normativa è chiara e stabile, oltre che molto ben definita. Le regole ed i comportamenti sul mercato sono controllati, trasparenti e garantiti da depositi bancari, per cui un operatore avrebbe tutto da perdere nel creare scompiglio. Il GSE è sempre collaborativo e puntualissimo nelle procedure di passaggio, garantendo come un orologio svizzero le tempistiche definite da Terna e da AEEGSI. Come per gli altri ambiti quindi, oggi sul Mercato Elettrico Italiano ci sono operatori sani di caratura anche internazionale, in leale competizione tra di loro. Ed una corretta competizione non può che giovare a tutta la filiera.

I passaggi contrattuali da GSE a Trader avvengono con una semplicità quasi sorprendente.

In conclusione, il trader oggi ottimizza il cash-flow dell’investimento, liberandolo dai vari corrispettivi che attualmente vanno a  decurtare la valorizzazione dell’energia in quanto gode, grazie al suo know-how ed alla conoscenza del settore, di una vista privilegiata sul mercato e sui suoi meccanismi. I passaggi contrattuali, rispetto a come ci aveva abituati il GSE con il Conto Energia, avvengono con una semplicità quasi sorprendente, alleggerendo il produttore dall’elaborazione di “scartoffie” e riducendo a soli due documenti la procedura per passare al nuovo trader. In una timida, ma sempre più presente, rinnovata fiducia nello sviluppo, si affacciano investitori per la costruzione di impianti a fonti rinnovabili in market-parity. Accanto ad una definizione e “limatura” normativa, che auspichiamo per rendere più snelli i meccanismi di un PPA tra produttore e consumatore, il trader sarà l’ingranaggio di accoppiamento tra le due parti, e l’unico elemento che potrà conferire solidità e garanzie per gli introiti dell’investimento. Inxieme Energia si pone come partner dinamico, attento e conveniente sia per gli investimenti in essere, sia per i futuri sviluppi in PPA già in cantiere per il 2018.

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